Inox che fa ruggine noooooooo e adesso?

Inox che fa ruggine noooooooo e adesso?



Vi giuro non ci saltavo fuori, ma come inox, inossidabile, eterno, 18/10 come le pentole di Mastrotta (lui si che è perfetto).

Ho venduto Acciaio Inossidabile per 12 anni e ogni giorno mi chiedevano delucidazioni riguardo al fatto che un particolare piuttosto che un altro facesse "ruggine".
 
 
 
Ho dovuto fare una scelta:
1) comprare l'ennesimo libro sulle cazzate da inventare come scuse 
2) istruirmi sulla metallurgia
 
In pratica ho deciso di sviluppare un po' di curiosità cercando di specializzarmi su ciò che tra l'altro mi è sempre piaciuto e indovina cos'ho scoperto?
 
Il termine “inossidabili” non corrisponde alla vera natura di questi metalli: essi, infatti, sono “ossidabilissimi”, vale a dire hanno la possibilità di “autopassivarsi” cioè di ricoprirsi di uno strato di ossido invisibile ed estremamente sottile, il film di passività, che protegge il metallo sottostante dagli attacchi corrosivi. Ciò in virtù di una quantità di Cromo (Cr) nella composizione della lega che deve essere come minimo del 10,5%.
Oltre al tenore di Cromo, altro presupposto importante per la formazione del film di passività è la presenza di un ambiente ossidante (come ad esempio l’aria che si respira, l’acqua, soluzioni varie ecc.) che ne promuova il processo spontaneo di formazione o di ripristino, nel caso in cui venga danneggiato.
 
Naturalmente questo film passivo può essere più o meno resistente e più o meno ancorato al materiale a seconda della concentrazione in cromo presente nella lega e a seconda dell’eventuale presenza di altri elementi (es. molibdeno). È chiaro, quindi, che esistono diversi “gradi” di inossidabilità e di resistenza alla corrosione.
 
Capito Mastrotta? se lascio stagnare del succo di limone o del pomodoro nella tua pentola Highlander la macchia la farà inevitabilmente.
 
Un Acciaio inossidabile è inossidabile sempre e solo rispetto all'ambiente a cui lo si applica.
 
In molti casi si sceglie, si lavora e si mette in servizio un determinato componente inox, confidando esclusivamente nella magica parola “inossidabile” e pretendendo che tale materiale debba sempre e comunque resistere ai più svariati tipi di ambienti e di condizioni di esercizio. È necessario invece considerare che non esiste “l’acciaio inossidabile”, ma ne esistono, molte versioni e, a seconda della condizione in cui si trova, è possibile scegliere la lega appropriata, per non incorrere in spiacevoli quanto inaspettati inconvenienti. È opportuno inoltre, una volta operata la scelta, seguire determinati accorgimenti nella lavorazione, nella saldatura e nella installazione, per garantire la tenuta ottimale nel tempo. Vediamo quindi, in linea di massima, come si può estrinsecare un’azione corrosiva, le principali cause e i tipi di leghe consigliate per resistere meglio al fenomeno. 
 
È sempre molto aleatorio poter prevedere, in generale, il comportamento nel tempo di un determinato materiale metallico se messo in contatto con un certo ambiente. Gli acciai inossidabili, grazie alla loro composizione chimica, hanno la possibilità di autopassivarsi e di poter far fronte alle più disparate condizioni di aggressione. La composizione chimica, Proprio la composizione chimica è uno dei fattori indicativi della resistenza alla corrosione, perché a questa è legata la “forza” del film di passività e quindi la capacità del materiale di fronteggiare gli attacchi corrosivi. Come già detto, elemento fondamentale è il cromo (Cr). Maggiore sarà il suo contenuto in lega e maggiore sarà, in linea generale, la resistenza alla corrosione.
 
Sono molti i parametri che giocano a favore dell’innesco di un fenomeno corrosivo, tra cui:
 – la natura dell’agente aggressivo (tipologia, concentrazione, pH); 
– la temperatura dell’agente aggressivo; 
– la finitura superficiale del metallo;
 – la velocità del fluido sulle pareti del materiale. 
In linea del tutto generale, si può dire che sono i cloruri (Cl-) i principali “nemici” dell’inox, in quanto in grado di “rompere” il film di passività e di ostacolarne la riformazione; la concentrazione degli ioni cloruro e l’acidità (pH) sono insieme con la temperatura fattori da ben indagare al momento della scelta del tipo di acciaio inox.
 
Vorrei affrontare un pò meglio qualcosa che forse Vi sorprenderà: L’aspetto della finitura superficiale,
che E' troppe volte trascurato, quando potrebbe invece essere addirittura fondamentale per evitare di dover utilizzare leghe troppo nobili.
È piuttosto intuitivo che quanto più una superficie è “liscia” tanto più la possibilità di ancorarsi da parte di un elemento aggressivo diminuisce. Inoltre ricordo che gli acciai inossidabili devono al film di passività che li ricopre la propria capacità di “difendersi”: tale film si formerà tanto più facilmente e sarà tanto più stabile quanto migliore sarà la finitura.
Tre varie forme di corrosione “umida” riscontrabili sugli acciai inossidabili le più comuni sono: il pitting (o vaiolatura) e la corrosione interstiziale (crevice corrosion). Pitting o vaiolatura È probabilmente il fenomeno corrosivo più conosciuto sugli acciai inossidabili. Questo è causato da una lacerazione locale dello strato passivo, derivante dall’azione di elementi fortemente attivanti quali ad esempio gli ioni cloruro (Cl- ) o fluoruro (Fl- ). Sulla superficie si creano puntinature o vaioli, caratterizzati da un cratere. La vaiolaura può essere di tipo penetrante o cavernoso. Per evitare questa forma di corrosione è necessario scegliere leghe con elevati quantitativi di cromo, nichel e molibdeno che posseggono uno strato passivo più resistente. È comunque consigliato evitare ambienti contenenti forti quantitativi di ioni cloro e alogenuri in genere. Interstiziale o crevice-corrosion Anche in questo tipico fenomeno corrosivo localizzato si lacera lo strato passivo a causa di una scarsa ossigenazione che si verifica in un interstizio o, comunque, in zone di ristagno in presenza di una sostanza corrosiva. 
 
 
Gli acciai inossidabili sono materiali che vengono impiegati per molte applicazioni in diversi settori in cui sia richiesto di resistere all’aggressione dei più svariati ambienti. La conoscenza dei principali fattori che ne determinano la resistenza alla corrosione e degli altri aspetti che possono determinarne l’innesco è fondamentale per una corretta scelta della giusta lega. Per contro, riconoscere il tipo di fenomeno corrosivo verificatosi è sicuramente basilare per poter operare un corretto intervento risolutivo
 
 
P.S. scegliere l'acciaio inossidabile giusto sempre e solo rispetto alle tue esigenze diventa fondamentale, perchè alla fine: " è sempre tutto relativo".
 
Giora Marco
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